Camera del Lavoro di Biella


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Notte tricolore

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Notte tricolore


16 ed il 17 marzo presso la sede nazionale della CGIL.

il Comitato direttivo nazionale ha dato l’indicazione a tutte le strutture di categoria e confederali di essere parte protagonista della notte tricolore per il valore che rappresenta l’unità del nostro Paese per il movimento sindacale e per il contributo straordinario che il lavoro ed i lavoratori hanno dato a questo processo.

Grazie ad un gruppo di lavoro composto da Ilaria Romeo, Fabrizio Loreto, Loredana Taddei, Marco Di Luccio, Stefano Breccia, Enrico Panini, Maria Paola Del Rossi, Patrizia Lazoi, Alessandro Occhipinti, Emiliano Baretella, Otello Angeli, Andrea Pace, Furio Angiolella il programma che riguarderà la sede nazionale si presenta di assoluto rilievo.
Con tutta probabilità nella stessa notte si svolgerà anche un concerto nei giardini di Villa Borghese adiacenti la sede nazionale. Si esibiranno, fra gli altri, Eugenio Bennato, Simone Cristicchi, Enrico Capuano .
Con la Fondazione “G. Di Vittorio” stiamo definendo un ampio e qualificato programma di iniziative per celebrare, secondo le linee del documento approvato dal Comitato Direttivo, il 150° dell’Unità del nostro Paese.

E’ nostra intenzione coordinare il programma nazionale con le tantissime iniziative che le nostre strutture stanno predisponendo o programmando. La pubblicazione, in un unico spazio, di tutto ciò che la nostra organizzazione organizzerà darà la misura dell’impegno su una scadenza che non viviamo né in modo retorico né sganciato dalla nostra azione sindacale.

Chiediamo alle nostre strutture di segnalare le iniziative eventualmente programmate per la notte fra il 16 e 17 marzo perché sarà nostra cura dare ampia informazione tramite il nostro portale.

Il manifesto dell'iniziativa

RISORGIMENTO E LAVORO

Il 17 marzo 1861 venne proclamata ufficialmente l'Unità d'Italia.
Il 27 settembre dello stesso anno si riuniva a Firenze il primo Congresso nazionale italiano delle Società Operaie.
Dopo l'approvazione dello Statuto Albertino in Piemonte erano nate le prime cooperative di lavoratori e le prime Società di Mutuo Soccorso. Nel 1853, 36 Società Operaie si erano riunite ad Asti, l'anno dopo ad Alessandria erano già 63. Altri Congressi si tennero nel 1855 a Genova, nel 1856 a Vigevano, nel 1857 a Voghera. Se a Firenze si tenne il primo Congresso operaio nell'Italia unita, un Congresso italiano delle società operaie aveva già preceduto la proclamazione del regno nel 1860 a Milano.

I semi e le idee che generarono il movimento dei lavoratori erano già presenti in una parte del movimento patriottico italiano, ma l'idea di progresso civile e delle classi lavoratrici era ben scolpita tra le finalità delle Società di mutuo soccorso a partire da una grande attenzione ai temi dell'istruzione e dalla fissazione dell'obbligo dei soci a frequentare scuole serali.
La proclamazione dell'Unità d'Italia fu il coronamento di una tela lungamente tessuta ma, nello stesso periodo, un'altra tela veniva tessendosi: quella del movimento organizzato della classe operaia italiana.
La nascita della nostra nazione rappresentò un salto di qualità straordinario dell'Italia intera che entrava nell'Europa moderna.
II 150° anniversario di quegli avvenimenti ci offre una occasione straordinaria per un bilancio: da dove veniamo, dove siamo arrivati, dove stiamo andando.
Una occasione per portare a fondo una riflessione critica e severa sui ritardi, le eredità difficili, le questioni irrisolte, le mancate trasformazioni istituzionali, politiche, economiche e sociali che dal 1861 ad oggi hanno segnato la storia d'Italia.
L'obiettivo principale che in questa fase dobbiamo porci è quello di come salvare l'unità nazionale oggi pesantemente scossa e minata da tensioni politiche, economiche e culturali.
L'unità del paese venne realizzata 150 anni or sono dai ceti più progressisti che sconfissero i ceti più conservatori, ma fu anche evidente che tra i vincitori i liberali moderati prevalsero sui repubblicani democratici.
Le grandi masse popolari simpatizzarono in via tendenziale per l'unità della nazione ma parteciparono alla sua realizzazione in forme molto limitate e se il processo di unità fu una grande rivoluzione istituzionale, sette stati che divennero uno, dal punto di vista sociale le cose cambiarono ben poco poiché il patto tra le classi dirigenti italiane, che si realizzava con la supervisione dei maggiori paesi d'Europa, prevedeva che il paese si unificasse senza modificare i rapporti sociali esistenti, in particolare nelle campagne, e l'Italia si unificò senza affrontare in alcun modo il problema della riforma agraria. Lo Stato unitario venne così realizzato tra grandi tensioni e notevoli contraddizioni che non vanno assolutamente sottaciute a partire dal rapporto tra accentramento della macchina amministrativa e sistema delle autonomie locali, dalla questione meridionale che esplode con l'unità d'Italia e che non verrà risolta con l'esclusione delle grandi masse popolari dallo Stato.
Pur tuttavia, esprimendo una costante consapevolezza dei limiti sociali del processo della rivoluzione nazionale e degli errori della politica post-unitaria, il movimento operaio organizzato nelle sue diverse espressioni politiche e sociali che si sono succedute nel corso dei decenni non ha mai messo in discussione la raggiunta unità nazionale, l'ha sempre considerata un valore.
Le radici ed il cosmopolitismo del nostro risorgimento sono stati tra i presupposti per la nascita di un forte movimento dei lavoratori. Nella premessa Risorgimentale, nella quale i cittadini rivendicano gli stessi diritti secondo i principi fondativi di uguaglianza, fraternità e legalità, si sono sviluppate le prime lotte delle lavoratrici e dei lavoratori sulle otto ore, contro lo sfruttamento minorile, per il diritto a costituirsi in organizzazione sindacale, lì paese ed i lavoratori hanno storicamente sperimentato che "divisi siam canaglia, siam calpesti e derisi" e che l'unità, la capacità di superare le divisioni e di sentirsi uniti e portatori di una identità nazionale rende tutti più forti, liberi e capaci di costruire una società dove legalità e diritti si incontrano.
Ed è anche in questa consapevolezza che, messa in discussione una seconda volta l'unità nazionale nel dramma della seconda guerra mondiale, in un Paese occupato da eserciti stranieri contrapposti e diviso tra una monarchia poco amata e uno stato fantoccio "repubblichino", il movimento operaio organizzato ha saputo svolgere pienamente la sua funzione nazionale. Con i grandi scioperi del marzo del 1943 e del 1944, con la Resistenza, con lo sciopero insurrezionale del 25 aprile del 1945 i lavoratori e le grandi masse popolari divengono protagoniste riconosciute nella vita del Paese, con la riconquista della libertà il secondo Risorgimento completa il primo Risorgimento costruendo finalmente una società partecipata e democratica fondata sui valori dell'antifascismo.
La Resistenza e le lotte dei lavoratori hanno portato a un patto nazionale scritto nella Costituzione che non a caso all'art. 1 recita; " l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro" e questo patto ha radici sociali chiare, nette e ben visibili tanto che ancor oggi molti intendono rimetterlo in discussione.

  • Con questa consapevolezza la CGIL, che si è battuta e continua a battersi con forza contro ogni idea di divisione del Paese, seguita a ritenere che la data del 17 marzo 1861 costituisca una tappa imprescindibile per lo sviluppo civile economico e sociale dell'Italia, della democrazia, dei diritti e degli interessi dei lavoratori. Senza la proclamazione dell'Unità d'Italia il movimento dei lavoratori non avrebbe mai potuto trarre un risultato così grande: veder riconosciuto anche nella Costituzione il valore del lavoro, la sua dignità, i suoi diritti fondamentali.

Anche per questo intendiamo mettere in campo alcune scelte in occasione della ricorrenza.

  • dedicare la tessera per il 2011 all'unità d'Italia ed al ruolo di unità che ha sempre svolto il lavoro;
  • organizzare nel corso dell'anno qualificate iniziative centrali e nei territori, occasioni di studio e di discussione in collaborazione anche con altre realtà, a partire dal nostro consolidato rapporto con l'ANPI, con l'intento di focalizzare l'importanza dell'unità del nostro Paese conseguita allora ed ancora di più valida oggi dentro ad una crisi economica di proporzioni enormi
  • partecipare il 17 marzo 2011 alla "Notte tricolore per la Festa nazionale dell'Unità"

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