Camera del Lavoro di Biella


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Libertà di stampa

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Continua la riduzione degli spazi di democrazia, di informazione e di libertà:
l'ultimo provvedimento è arrivato nell'uovo di Pasqua, attraverso un decreto interministeriale che abroga le agevolazioni postali sulla diffusione di giornali e libri editi da sindacati, associazioni, dal mondo del no profit e rende difficile la vita a testate che diffondevano idee, opinioni e informazioni sociali, servendosi della posta anziché del canale delle edicole.
Un servizio un canale di informazione gratuito, senza entrate pubblicitarie e quindi a carico di chi, come noi, lavorava in economia e con uno spirito di servizio. Voci plurali che rischiano di sparire, con l'informazione che ritorna integralmente a chi ha mezzi e potere economico.
Un colpo durissimo anche per “Battaglie sindacali” che veniva inviato gratuitamente a tutti i nostri iscritti e che forse dovremo sospendere perché il nostro bilancio non ci consente di affrontare una spesa di spedizione quasi quadruplicata rispetto al passato.
Berlusconi, a cui non basta il controllo delle reti televisive, non tollera che una parte della carta stampata eserciti una funzione critica nei suoi confronti, anche in un paese come l'Italia dove la lettura dei giornali è meno diffusa che altrove.
In questo modo il presidenzialismo berlusconiano, prima ancora di essere sancito da riforme autoritarie, viene anticipato da tanti ripetuti colpi di mano.
Occorre dunque reagire con forza, denunciare il carattere antidemocratico dell'ennesimo decreto, raccogliere e unificare la protesta del sindacato, del mondo dell'informazione e dell'associazionismo, mobilitando opinione pubblica e cittadini per una nuova, grande battaglia di libertà.
Non è la prima volta che il governo Berlusconi tenta operazioni del genere e viene poi costretto a fare marcia indietro dalle reazioni che suscita e dagli anticorpi democratici forti e presenti nel Paese.

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