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in Italia, in Piemonte, nel Biellese
La sanità: bilanci e prospettive
1 ottobre 2009 - Cgil Biella
Presso il salone della Camera del Lavoro Cgil, Cisl e Uil, nella giornata di giovedì 1° ottobre, hanno fatto il punto sulla situazione sanitaria del territorio e della Regione, confrontandosi con l'Asl e il sistema delle autonomie locali su obiettivi, scelte strategiche e risultati concreti ottenuti. Diamo un quadro ragionato su argomenti e riflessioni dei protagonisti del confronto.
Il sindacato
Ovviamente Cgil, Cisl e Uil, promotori del Convegno, hanno occupato lo spazio più rilevante con la relazione introduttiva di Mario Paonessa della segreteria Cgil, le comunicazioni di Luciano Bora segretario provinciale dei lavoratori pubblici della Uil e di Carmela Brancato segretaria dei pensionati Cgil, gli interventi di Tarizzo degli edili Cisl, Bellomo della Fp Cgil, Colpo della sanità Uil e Rocca dei pensionati Cgil. Pino Scarsi, segretario regionale della Cisl, ha tratto le conclusioni.
Complessivamente il sindacato giudica positivo il confronto con la Regione e, sul piano locale, con l'Asl e i Comuni.
Si è avviata una politica di programmazione che ha consentito di integrare le funzioni dell'azienda ospedaliera con i servizi sul territorio, le cure con la prevenzione, il monitoraggio degli interventi con il controllo e la partecipazione dei cittadini. Una politica che ha permesso di seguire meglio le persone, collegando le cure e gli interventi sanitari alla riabilitazione, che ha ridotto i tempi di attesa e che ha decentrato l'assistenza sul territorio. Segnali importanti dei miglioramenti avvenuti sono anche evidenziati dalla diminuzione dei cittadini biellesi che si rivolgono altrove.
Restano aperti alcuni nodi. I tempi di attesa sono ancora eccessivi in oculistica e odontoiatrica. I diritti dell'ammalato restano sulla carta e il degente è più oggetto di cure che soggetto partecipe e informato. Per gli anziani, a partire dai soggetti non autosufficienti, le liste di attese per le case di riposo continuano ad essere troppo lunghe.
La scelta “di mercato” imposta alle aziende sanitarie, con rimborsi legati al tipo di intervento, produce effetti assai discutibili: ci guadagna la sanità privata che si appalta le tipologie di intervento più convenienti e, nello stesso settore pubblico, aumentano ad esempio i “tagli cesarei” in maternità, resi appetibili per il rimborso legato all'operazione chirurgica.
A tutto ciò si aggiunge il problema del nuovo ospedale, da cui dipende il futuro della nostra sanità. La crisi finanziaria dell'impresa appaltante mette nuovamente in discussione i tempi di realizzazione del progetto, con la prospettiva di una sospensione del cantiere per tempi non quantificabili.
Infine esiste un problema di fondo. Tutti gli sforzi, a livello di programmazione regionale e di contrattazione sociale sul territorio, rischiano di essere completamente vanificati da una politica del governo che taglia di 7 miliardi i finanziamenti della spesa sanitaria.
Le autonomie locali
Dino Gentile, nella sua duplice veste di Sindaco di Biella e Presidente della Conferenza dei Sindaci biellesi ha esordito partendo dalla necessità, su un tema importante come la salute, di fare sistema e ha indicato nello sforzo congiunto dei Comuni, dell'Asl e del sindacato per far ripartire il cantiere del nuovo ospedale, un esempio importante di concertazione sociale. Il nuovo ospedale è un obiettivo vitale per migliorare le qualità della salute sul territorio e può essere un punto di attrazione per la formazione, la ricerca e nuovi servizi legati al comparto socio-sanitario.
Come presidente della Conferenza dei sindaci, Gentile ha segnalato alcuni esempi di criticità individuati dai Comuni biellesi: la presenza insufficiente del 118 in alcuni territori, il funzionamento del pronto soccorso e i tempi di attesa per alcune patologie.
Per i Comuni, che si occupano della qualità del territorio, il rapporto con il sindacato è importante e le politiche per la salute e l'assistenza devono essere al centro di una Conferenza dei sindaci che deve far funzionare in modo snello, utilizzando al meglio il suo esecutivo, ricostituito con i sindaci di Trivero, Cossato, Biella, Andorno e Cavaglià.
Azienda Sanitaria
Il direttore dell'Asl Bi Oreste Brusori ha dato un giudizio moderatamente positivo dei progressi realizzati nel Biellese sulla salute.
Anzitutto la scelta di decentrare sul territorio e dedicare più attenzione nell'ambito della prevenzione dispone oggi di un Distretto, con finanziamenti adeguati e margini garantiti di autonomia operativa. Sono diminuiti i biellesi che si rivolgono a strutture sanitarie esterne alla Provincia, anche se in misura ancora insufficiente.
Per il nuovo ospedale si tenteranno tutte le strade per riavviare il cantiere di lavoro, sapendo che un soggetto pubblico come l'Asl ha vincoli più pesanti di uno privato e quindi deve muoversi entro norme precise.
Oreste Brusori ha poi messo a fuoco il problema dell'assistenza domiciliare, in particolare degli anziani, verso cui affluiscono risorse insufficienti. Qui – ha ricordato – occorre decidere un riequilibrio tra gli investimenti ingenti che puntano sul ricovero a svantaggio dell'assistenza a domicilio che mantiene la persona nel suo contesto sociale.
Sulla Regione, infine, il direttore dell'Asl ha lamentato lo scarso coraggio nell'utilizzare il fondo di riequilibrio, che contiene un 10% del finanziamento complessivo, per una redistribuzione che tenga conto dei territori più penalizzati. Continuare a utilizzare risorse anche ingenti per quei territori che in passato hanno speso di più e non hanno razionalizzato il numero dei presidi penalizza chi, come noi, ha fatto più economie e ha tagliato strutture obsolete.