Camera del Lavoro di Biella


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Contratto Tessili

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Intervista a Valeria Fedeli
vicesegretario generale alla Filctem Cgil

Sabato 22 maggio è stata sottoscritta l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale tessile. La sensazione che una nuova sessione d'incontro "no-stop" preludesse alla voglia delle parti di chiudere, è stata confermata; così come questa trattativa ha dimostrato la propensione dei sindacati e degli imprenditori tessili a conservare un sistema avanzato di relazioni sindacali che ha consentito di gestire difficili passaggi del comparto.
Ce lo conferma Valeria Fedeli, vicesegretario generale della Filctem Cgil, di passaggio a Biella nella giornata di ieri:
"E' stata una trattativa lunga e complicata perché la crisi ha colpito duramente il settore e la situazione produttiva continua ad essere ancora molto difficile. Il risultato è positivo perchè è stato rispettato il diritto dei lavoratori di rinnovare il contratto nazionale, si conferma lo stato positivo delle relazioni sindacali all'interno del settore, si tutela il salario e si realizza buona parte degli obiettivi proposti in piattaforma".
L'accordo contiene punti che Valeria Fedeli considera qualificanti:
"Si sono rafforzati gli strumenti attraverso cui estendere e qualificare la contrattazione di secondo livello; si è avviata una fase di vera innovazione nel promuovere e qualificare le professionalità, con l'istituzione di una indennità professionale che verrà riconosciuta ai lavoratori che esercitano determinate funzioni che andremo a definire e sperimentare in una commissione mista di lavoro, che dovrà produrre risultati entro un anno".
Il contratto continua a lavorare anche sul versante della concertazione sindacale:
"E' stato rafforzato il sistema informativo e delle relazioni industriali con l'istituzione della sessione annuale di politiche industriali".
Chiediamo alla vicesegretaria Filctem i punti di maggiore difficoltà che hanno caratterizzato la vertenza.
"Un punto critico - ci risponde - è stato quello relativo all'orario flessibile. Le aziende, partendo da una programmazione del lavoro resa più difficile dalla crisi, chiedevano strumenti ulteriori per garantire la possibilità di evadere ordini imprevisti. C'era il rischio di andare a stravolgere una delle caratteristiche del contratto tessile e cioè quello della gestione negoziata delle modifiche dell'orario di lavoro. Si è trovata una soluzione innovativa che salvaguarda tutte le normative del contratto e apre a una procedura sperimentale di negoziazione di anticipo che le aziende possono avviare per il medio periodo per applicare le flessibilità in modo programmato e tarato sulle spefiche situazioni di impresa".
Di certo, in una situazione di generale indebolimento dei redditi, il salario rappresentava un elemento fondamentale di attesa dei lavoratori.
"L'incremento retributivo medio di quasi 105 euro al 4° livello (102 al 3° super) rappresenta un buon risultato, considerando anche la breve "vacanza contrattuale", coperta con 40 euro. Si aggiunga un incremento dello 0,3% indennità di posizione organizzativa che ha un valore medio di 20 euro,.del contributo per la previdenza complementare
"Infine si è istituito un elemento di indennità di 200 euro annui per le aziende che non fanno contrattazione aziendale. La modulazione delle tranche di aumento salariale tiene conto dell'andamento previsionale dell'inflazione nel triennio coperto dal rinnovo contrattuale"..

a cura di Brunello Livorno



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