Menu principale:
Documenti
MAFIA: CAMUSSO; AL NORD C'È, ANCHE PER CARENZE DELLE BANCHE SEGRETARIO CGIL, HA BISOGNO DI RAPPORTO ISTITUZIONI E POLITICA (ANSA) - MILANO, 19 NOV
Al Nord la criminalità organizzata è presente e infiltrata nelle imprese, anche perché il sistema bancario non sempre ha fatto fronte ''alle necessità degli investimenti delle imprese'. Interviene così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel dibattito sulle mafie attive nelle regioni settentrionali del Paese.
''Si è sbagliato a continuare a parlare di rischio - spiega Camusso rispondendo ai giornalisti a margine dell'attivo della Cgil Lombardia - perché siamo di fronte a un dato che denunciammo da tempi non sospetti: che con la crisi, la scarsità delle risorse e il sistema bancario che non faceva fronte alle necessità degli investimenti delle imprese, altri avrebbero messo le risorse necessarie'.
''C'è stata una crescita della criminalità organizzata - aggiunge il segretario della Cgil - nel sistema delle imprese che ci preoccupa: ci vorrebbe un soprassalto del Paese perché è evidente che la criminalità per continuare a organizzarsi ha bisogno di un rapporto con le istituzioni e con la politica'.
Secondo Camusso ''credo sia ora di ragionare seriamente sulla corruzione, sulle norme che permettono di vetrificare' la provenienza dei capitali ''e sull'idea che un Paese in cui la criminalità può crescere, è un Paese destinato a non crescere'. (ANSA)
ABI:MUSSARI SULLE DICHIARAZIONI DI CAMUSSO
''La stima per la persona e per il ruolo che ricopre sono fuori discussione, ma su quello che ha detto oggi Susanna Camusso non sono assolutamente d'accordo". E' secca la replica del Presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, alle dichiarazioni rilasciate oggi dalla leader della Cgil, secondo la quale le infiltrazioni delle organizzazioni criminali al nord sono avvenute perché il sistema bancario non ha fatto fronte alle necessità degli investimenti delle imprese.
"E' impensabile - ha aggiunto Mussari - che in questo paese vengano sempre attribuite all'industria bancaria colpe e responsabilità attribuibili ad altri". Le banche ogni giorno erogano credito secondo regole di sana e prudente gestione, regole la cui applicazione non è possibile paragonare all'uso del denaro da parte di organizzazioni mafiose.”
"Le piccole e medie imprese hanno potuto contenere gli effetti negativi della peggiore crisi economica del dopoguerra grazie al sostegno delle imprese bancarie: l'Avviso comune ha consentito di mantenere nelle imprese liquidità pari a 13 miliardi. Le perdite su crediti dovute alla crisi sono state pari a 22 miliardi. Questo è il prezzo che le banche pagano per la crisi! Senza che ciò sia costato un euro al contribuente italiano.
E se oggi l'Italia non soffre come altri paesi europei, lo deve anche alla natura e alla solidità delle sue banche. Le imprese bancarie sono state e saranno pronte ad intervenire a fronte di emergenze territoriali, come è accaduto di recente in Veneto e sono anche pronte a gestire la delicata fase di passaggio che ci attende al termine del programma dell'Avviso comune.
"Le banche italiane sono in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata - ha concluso Mussari - e la piena applicazione della normativa sul riciclaggio, che tanti oneri impone alle banche, ne è la prova più evidente. Sono in prima fila nella lotta all'uso del contante, vero canale privilegiato per l'economia sommersa e malavitosa, come dimostrano le iniziative assunte con il Ministero della giustizia e degli interni.”
Roma, 19 novembre 2010
MAFIA: CGIL A MUSSARI, MAI SOTTOVALUTATO IMPEGNO BANCHE
Roma, 19 nov.(Adnkronos) - ''Nessuno di noi, e tantomeno il nostro segretario generale, ha mai sostenuto che le banche italiane non siano in campo contro la criminalità organizzata e il riciclaggio''.
E' affidata al segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, la replica alle parole con cui il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari ha risposto alle dichiarazioni del leader della confederazione, Susanna Camusso circa il ruolo degli istituti di credito.
''Sono convinto - aggiunge - che su questi temi il giudizio continuerà a essere comune. Il problema, dunque, non e' questo, ma come, nella piu' grande crisi economica del dopoguerra e in un contesto di difficoltà economiche e di scarsità di risorse finanziarie e di liquidità, la criminalità organizzata ha occupato e riempito spazi economici e finanziari all'insegna dell'usura e dell'illegalità'''.
Un dato che, secondo Megale, ''si e' aggravato nella crisi con l'Italia maglia nera dell'economia nera e sommersa, pari al 27% del Pil e di cui ben il 9% proviene dall'economia criminale: e' questo il vero tema da approfondire", dice ancora.
Un problema, questo, "che richiede un'azione decisa, non solo delle parti sociali e ognuna nell'ambito dei propri ruoli, ma della politica, a partire da quelle azioni di contrasto da parte del Governo dei fenomeni del lavoro illegale e sommerso che - conclude Megale - mette in condizioni di difficoltà oltre 3 milioni di lavoratori, ma anche tante piccole imprese italiane''.
(Sec-Tes/Zn/Adnkronos) 19-NOV-10
Menu di sezione: